Alcune tracce dal libro “Napoli a piedi”

Napoli in dieci itinerari lungo le antiche scale e le strade poco comuni

Siamo abituati ad attraversare la nostra città in auto, in scooter o con i mezzi pubblici, poco in bicicletta e a piedi. Ma in fondo Napoli è una città “raccolta”, tra le colline e il mare, stretta pure dagli editti vicereali contro l’edificazione al di fuori delle mura (in vigore dal 1566 al 1716). Limiti, limiti, che hanno fatto venire fuori una città “densa”. Però forse si può sfruttare questa alta densità, la mancanza di strade larghe, a nostro vantaggio; forse si può percorrere a piedi in tempi brevi.

Vicoli, vicarielli, e soprattutto scale, non si adattano per nulla al traffico automobilistico ma vanno benissimo, anzi sono un vantaggio, come percorsi pedonali. Però bisogna conoscere il percorso giusto, che a furia di muoversi in auto, anche molti napoletani probabilmente hanno dimenticato. Vi proporremo allora in queste pagine i maggiori percorsi pedonali, attraversando le scale di Napoli, e cronometrandoli via via.

 

1 – Pedamentina a San Martino

Dal Vomero al centro storico: da San Martino a Montesanto

A collegare queste due zone sono due antiche scale: la Pedamentina di San Martino e la scala di Montesanto. Proprio davanti alla Certosa di San Martino, dal piazzale da cui ci si affaccia e la vista è su tutta la città antica, parte la prima scalinata. Iniziamo a scendere (cronometriamo: ore 10.55). Pochi gradini, il primo tornante, e il ritmo subito cambia. Siamo in un posto senz’auto, silenzio, vista Vesuvio … Piano, fretta poca, bellezza molta: sulla sinistra c’è vista su tutto il centro storico, Santa Chiara col suo tetto verde, Spaccanapoli, Napoli greca…

 

2 – Calata San Francesco

Le scale di calata San Francesco: dal Vomero a via Caracciolo

Nel primo percorso di quelli che vi stiamo proponendo siamo andati dal Vomero al Centro storico; siamo scesi dalla collina lungo il versante nord-est. Oggi dalla collina vogliamo andare al mare, sempre senza guidare. C’è una scalinata a Napoli, che compare già in alcune vedute della città della fine del ’600, che va dal Vomero alla Riviera di Chiaia. Punta direttamente a sud… Si scende comodi, lenti, con la faccia al sole…

 

3 – Salita Cacciottoli

In 19 minuti (e un budello oscuro) dal Vomero a Piazzetta Olivella

Dopo due discese belle e facili, il nostro terzo percorso risulta meno facile e percorribile. Oggi andiamo a cercare l’ex gasometro del Vomero. Da qui scende una vecchia gradinata seicentesca: Salita Cacciottoli, che ci porta (cambiando solo una volta nome in Salita Sant’Antonio ai Monti) fino a piazzetta Olivella. È l’alter ego del percorso che per primo abbiamo fatto in questa serie: quello che andava da San Martino a piazza Montesanto…

 

4 – Gradini del Petraio

Da Sant’Elmo a Castel dell’Ovo in 25 minuti

C’è una scalinata a Napoli di cui non si può non parlare: si chiama Gradini del Petraio. Si può usare per collegare (o quasi) due castelli: Castel Sant’Elmo e Castel dell’Ovo. Parte da via Annibale Caccavello; dietro la stazione della funicolare di Montesanto lato Vomero. Questa volta ci andiamo di primo pomeriggio (ore 15.20). Non ricordo bene dove è il punto esatto da cui inizia, allora dietro la funicolare comincio a cercare, poi leggo sulla targa all’angolo della strada: Gradini del Petraio, eccoci: mi giro verso il fondo e vedo il mare. C’è una famiglia di turisti francesi in controluce. Il padre quasi s’inginocchia per scattare una foto…

 

5 – Cupa Vecchia

Da via Cupa Vecchia (piazza Leonardo) a Montesanto in 18 minuti

C’è un percorso che sta da un po’ di tempo dentro il computer, con santa pazienza, ad aspettare. Lo facciamo uscire, prima che magari ci occupiamo di un altro quartiere (questa è l’ultima scala che parte dal Vomero). È il fratello intermedio tra la Pedamentina di San Martino e Salita Cacciottoli (tra il primo e il terzo percorso di questa serie): va da Piazza Leonardo a Piazzetta Olivella. Intermedio perché sta in mezzo non solo come posizione ma forse pure come “stato sociale”: è più stretto, più buio della Pedamentina; a tratti sembra una scala a chiocciola verso le viscere della città; rispetto a Salita Cacciottoli, invece, pare una “rarità”. Da piazza Leonardo prendiamo per via Girolamo Santacroce e iniziamo a scendere. Dopo trecento metri, subito prima del Parco Viviani, nel tornante, c’è una traversa a destra: c’è scritto “strada privata” ma essendoci una scala pubblica in realtà il passaggio pedonale è consentito. Si sale un poco in mezzo ai palazzi. A sinistra, capita spesso ma noi ancora non ci siamo abituati, all’improvviso si mostra il panorama del Vesuvio, un pezzo di mare, il porto commerciale…

 

6 – Il Moiariello

Da via Foria a Capodimonte in 25 minuti

Capodimonte è lontano, per definizione. Quale sia la strada giusta per andarci a piedi poi, quasi quasi, non lo sappiamo più. Non sta più tra le informazioni memorizzate dal napoletano medio: a Capodimonte si va con la macchina. Allora noi stamattina, a piedi, ci andiamo. Anzi poiché oramai, dopo cinque scale, siamo allenati e tenimme voglia ’e cammina’, sarà la prima scalinata che facciamo in salita. Partiamo da via Foria, di fronte all’ex caserma di via Rosaroll: quella con le torri grandi, rotonde, con i merli piccoli. Partiamo salutando i manichini testimoni del traffico del negozio di impermeabili di plastica, come se lasciassimo qua la nostra anima-pellecchia di automobilisti per ridiventare pedoni. Prendiamo per via Giuseppe Piazzi in questa giornata di sole. La via è dritta, sale piano piano, e già dall’inizio, si ve state accorti, si vedono in fondo i primi scalini…

 

7 – Salita Villanova

C’eravamo lasciati nel sesto percorso (quello del Moiariello) a Capodimonte, con una foto sul belvedere del Bosco, vista Capri. Per un attimo cambiamo quartiere, poi a Capodimonte ci ritorneremo. Ci spostiamo a Posillipo, pure qua c’è qualche scalinata degna di un’esplorazione: Salita Villanova, porta da metà via Manzoni (a 500 metri dal Fatebenefratelli) a metà via Posillipo (trecento metri più giù di piazza San Luigi), anzi continuando porta proprio a mare…

 

8 – Gradini Cinesi e i Gradoni di Capodimonte

In 20 minuti da Porta Grande a via Foria

’Ncoppa Capodimonte c’eravamo arrivati, vi ricordate, nel sesto percorso, e c’eravamo lasciati guardando Capri dal parco della Reggia. Ora dobbiamo scendere. Allora usciamo di nuovo da Porta Grande. Quel cancello a pensarci non l’ho mai visto tutto aperto, tiene quell’asta di ferro che lo apre meno di metà, ci passa un pedone a turno, al massimo sulla bicicletta. Ma in fondo è comprensibile: essenziale, efficace, verde, baluardo difensivo contro Smart e SUV. Riprendiamo via Sant’Antonio a Capodimonte. Al primo incrocio, stavolta, dove ci sta quel palazzo affilato a spartitraffico, andiamo a destra (la volta scorsa, venendo dal Moiariello eravamo arrivati da sinistra). La strada fa subito una curva dolce. Neppure abbiamo cominciato e già un incontro: a piano terra si lavora, a cucire, tutte donne. Dietro le spalle hanno attaccate al muro le foto dei figli, Padre Pio, diversi Gesù, moltissime Madonne; poi Papa Wojtyla e l’Italia dei mondiali del 2006…

 

9 – Vico Paradisiello

Da via Foria a salire (fino a un cancello chiuso)

Pure stamattina partiamo da via Foria, angolo “Zuppa di cozze, da Corrado”, su via Michele Tenore. I primi scalini stanno già qua e sono belli. Ci sono pure gli alberi di limoni a portata di mano. Una novità: i pilastri di piperno, all’inizio e fine delle scale, non sono tondi ma a sezione ottagonale. Dopo poco all’improvviso, in fondo, nella luce, c’è Torre Palasciano, sembra vicinissima, l’avranno spostata. Subito sotto c’è una chiesa enorme, sulla destra alberi alti, curati, strani: oltre il muro c’è l’Orto Botanico. A fianco al muro dove giocano a pallone, la polisportiva sta affacciata alla finestra di Michele Tenore. Dentro la chiesa (Santa Maria degli Angeli alle Croci) nella cappella laterale cinque elementi parlano tra loro. Poi un quadro bello spunta dentro all’ombra; e il pavimento a quadri e riggiole. Sul sagrato un Babbo Natale nun c’azzecca proprio. Giriamo a destra per via Veterinaria. Stamattina però un altro caffè ci vuole: il caffè è buono e ci mettiamo a parlare e già nel bar ci danno idee per altre mille scale…

 

10 – Dal bosco di Capodimonte al mare della Gaiola

Il nostro “abbraccio” alla città

Con questa nostra serie di percorsi pensiamo di avervi raccontato praticamente tutte le scale napoletane “lunghe”, quelle che costituiscono un tracciato tra un punto e un altro della città: che si possono usare per spostarsi senz’auto o semplicemente per fare una passeggiata in posti ancora tranquilli. Vogliamo chiudere questa serie con questo ultimo percorso che possa in qualche modo abbracciare tutti gli altri e in questo modo abbracciare la città. Le scale che abbiamo visto finora collegavano Capodimonte, il Vomero o Posillipo, al centro storico oppure al mare. Allora oggi andiamo da Capodimonte al mare di Posillipo passando per il centro e per il Vomero. Siete pronti? Accumminciammo…

 

Brani estratti da “Napoli a piedi”, il nostro libro.

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